Lavoro Agile: pronto il Disegno Di Legge. Parte la discussione in Parlamento.

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Tratto dal Corriere Della Sera (27ora) del 18 Febbraio 2016.

 

Il disegno di legge del governo sul lavoro agile è arrivato in parlamento. In commissione bilancio. A giorni sarà in commissione Lavoro del Senato dove comincerà la discussione vera e propria. Il presidente della commissione Maurizio Sacconi potrebbe presentarne un secondo. «Si tratta di una buona base di partenza su cui innestare norme fiscali più favorevoli al lavoro indipendente e un modello di welfare integrativo attraverso le casse professionali», scrive Sacconi sul suo sito. Insomma, la discussione è solo all’inizio.

Abbiamo sentito chi si occupa da sempre di lavoro agile. Dall’osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano a società di consulenza come Variazioni e Seedable, a un’associazione d’imprese come Valore D. Visto che si tratta di una modalità organizzativa del lavoro dipendente, abbiamo allargato il giro d’orizzonte anche al sindacato. Ne è risultato che l’accoglienza al disegno di legge del governo è in generale positiva. Ci sono comunque alcuni punti su cui si articola la discussione. [...]

 

  1. Orario massimo di lavoro: si o no? È forse il punto che rischia di creare maggior discussione. Recita il ddl del governo: «Il lavoro agile si svolge entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva». Semplificando al massimo, secondo le società di consulenza il riferimento all’orario di lavoro si potrebbe evitare del tutto visto che il lavoro smart dovrebbe essere svincolato dai tempi e valutato soltanto sui risultati. Il sindacato, però, non è d’accordo. «Non vorremmo che lo smart work, che può essere una modalità organizzativa molto positiva, si trasformasse in alcuni casi in una forma di cottimo spinto. Porre un minimo di tutela sugli orari è necessario, anche perché l’uso delle tecnologie di per sé è pervasivo», dice Paolo Terranova, Agenquadri Cgil.
  2. Assicurazione h24: Tutti chiedono la massima chiarezza e agilità rispetto alle modalità di assicurazione. Il lavoratore deve potersi organizzare il lavoro settimanale in maniera totalmente libera con la sicurezza di essere sempre coperto dall’assicurazione stessa. Nello stesso tempo le aziende chiedono che non siano previsti aggravi economici. Le società di consulenza fanno notare tra l’altro come con lo smart work si riducano i rischi legati ai trasferimenti da e per il lavoro.
  3. Incentivi: quanto e come? Chi introduce lo smart work può accedere agli incentivi per la contrattazione di produttività fissati dalla legge di Stabilità. Questi a loro volta sono agganciati a forme di contrattazione aziendale. E poi come si fa a misurare l’incremento di produttività? A queste e ad altre numerose domande dovrà rispondere un decreto attuativo atteso a breve. Le aziende interessate al lavoro agile come i lavoratori che vorrebbero sfruttare questa modalità chiedono però chiarezza e semplicità. Oltre a risorse non trascurabili. L’ideale sarebbe uno sgravio fiscale legato alle ore-lavoro in smart work, da utilizzare fino a un certo tetto massimo. Dal canto suo il sindacato ha un’altra richiesta: «Gli incentivi siano legati alla presenza di un accordo sindacale aziendale che disciplini la materia», dice Gigi Petteni della segreteria Cisl.

 

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