Smart Working e Produttività Aziendale

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Tratto dall'articolo di Simone Caroli sul sito: propostalavoro

 

Se fosse un messaggio pubblicitario sarebbe: Meno tasse per chi applica il lavoro in modo agile. E' questo quanto, in sintesi, ci racconta il disegno di legge in materia di Smart Working che vuole agevolare il Lavoro Agile anche dal punto di vista fiscale! Così i dipendenti delle imprese che diventano agili, potranno beneficiare di agevolazioni fiscali grazie al Decreto del Ministero del Lavoro del 25 marzo scorso (come scritto nella Legge di Stabilità 2016). L'idea è che la retribuzione non debba più essere legata al  vecchio meccanismo dell'orario di lavoro (che finisce in soffitta) ma ad un 'salario di produttività aziendale'; mentre per quanto riguarda la pressione fiscale, il reddito da Lavoro Agile non dovrà subire la stessa pressione fiscale del normale «reddito da lavoro dipendente», ma solamente una imposta sostitutiva relativa IRPEF, del 10%, in linea con quanto chiedono gli Imprenditori, Confindustria e tutto il mondo del lavoro! Presupposto essenziale per le Imprese Italiane che intendono fare Smart Working è che dal Lavoro Agile derivi una maggiore Produttività (oltre che, naturalmente, un significativo Risparmio Economico per Azienda e Lavoratore).  Cosa si intende per incremento della Produttività Aziendale? Le voci di Produttività, secondo quanto prevede la Legge, saranno descritte dai contratti collettivi a livello Nazionale, Territoriale e (soprattutto) Aziendali e dovranno essere depositate presso la Direzione Territoriale del Lavoro, con attestazione di “Conformità alla legge fiscale da parte del Datore di Lavoro". In particolare, la “tassazione sostitutiva IRPEF” del 10% riguarda «somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di Produttività, Redditività, Qualità, Efficienza ed Innovazione», nei limiti complessivi annui lordi di € 2.000 in capo al singolo dipendente (€ 2.500 per Aziende che operino forme di “coinvolgimento paritetico” dei lavoratori), a condizione che il dipendente interessato abbia percepito, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente, soggetti a tassazione ordinaria (non separata, come TFR e simili) non superiori a € 50.000. La detassazione riguarda i soli lavoratori del settore privato. L’art. 2 del Decreto Ministeriale precisa che si possono rilevare vari indici di tipo Qualitativo o Quantitativo, ma comunque "obiettivamente verificabili" entro determinate tempistiche. Questi indici, ad esempio, possono consistere in: Aumento di produzione (ed ecco il vantaggio), Risparmi dei fattori produttivi; miglioramento della qualità dei prodotti e miglioramento dei processi di produzione. In quest'ultimo caso, la Norma precisa che il «miglioramento dei prodotti/processi» può essere valutato, per esempio, entro un periodo di osservazione e di verificazione grazie alla riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario oppure grazie al Lavoro Agile "quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato".

 

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