Legge Lavoro Agile

La Legge sul Lavoro Agile


Il lavoro agile diventa realtà: collegato alla legge di Stabilità 2016, viene presentato un disegno di legge che norma questa tipologia di prestazione lavorativa, differenziandola dal telelavoro.

 Il DDL, che in parte riprende quello presentato all’inizio del 2014 dalla deputata Alessia Mosca, è scritto da Maurizio Del Conte, consigliere del Governo che abbiamo avuto ospite all’evento sullo Smart Working dello scorso 25 Settembre a Bergamo.

I punti della nuova legge sono raccontati in questo articolo di Dario Di Vico“Lavoro facile, lavoro da casa”, apparso nell’edizione cartacea del Corriere della Sera del 26 Ottobre, nel quale riporta anche il giudizio sulla legge della nostra Arianna Visentini:

il ddl migliora i testi circolati in passato, «non pone vincoli di numero, riduce al minimo procedure e burocrazia, tutela la volontarietà e parla di incentivi alla produttività».

Di seguito una sintesi dei punti salienti del documento; potete leggere un nostro commento più approfondito al disegno di legge in questo post.

Che cosa dice il DDL? 

Anzitutto, la definizione del lavoro agile.

Si tratta di una prestazione di lavoro subordinato esplicitamente diversa dal telelavoro, e ha tre requisiti

  1. svolgimento solo in parte all’interno dei locali aziendali
  2. utilizzo strumenti tecnologici
  3. assenza di una postazione fissa al di fuori dell’azienda.

Il carattere è quello della volontarietà, e la prestazione è regolata da accordi individuali tra lavoratore e azienda.

Il trattamento economico deve essere pari, a parità di mansioni, a quello dei colleghi.

“La legge può favorire decisamente il decollo dello smart working perché interviene su tutta una serie di materie (diritti, privacy, infortuni e retribuzione) ma al tempo stesso i 9 articoli sono norme-cornice che lasciano spazio alla contrattazione collettiva e individuale.”

Di particolare importanza proprio questa osservazione: la legge disegna un quadro nel quale ora spetta alle singole aziende, e agli organismi di rappresentanza, muoversi sfruttandone appieno tutte le potenzialità.

Scrivi commento

Commenti: 0