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Legge Smart Working

La legge sullo Smart Working


legge smart working

"Lo ‪smart working‬ non è un lavoro autonomo. In realtà lo smart Working‬ è semplicemente un nuovo modo di portare il Lavoro fuori dal luogo di lavoro. Questa possibilità già esiste nell'era moderna ma era giusto creare una normativa capace di regolare il rapporto fra impresa e dipendenti in termini economici, di fiducia, di privacy e sicurezza. Attraverso questo patto (accolto bene non solo da aziende e dipendenti ma anche dai sindacati) le imprese risparmiano migliaia di euro (così come molti lavoratori agili). Il risparmio è anche assicurato in termini di tempo risparmiato e salvaguardia ambientale (aspetto non più trascurabile per nessuno)".

Giacomo Piantoni del gruppo Nestlé Italia, dice che il 90% dei lavoratori (350 manager su 1500 dipendenti) hanno fatto ‪#‎smartworking‬ nel 2015. "Un grande successo" chiarisce il dottor Piantoni "l'assicurazione extra ha tutelato lavoratori e azienda mentre gli obiettivi (chiari e sottoscritti) indicati nel patto di ‪#‎lavoroagile‬ ha aumentato considerevolmente la produttività. In sintesi: miglioramento della qualità della vita, aumento della produttività e riduzione dei costi per l'azienda (straordinari, ferie, spazi di lavoro) e maggiore responsabilizzazione dei manager con maggiore attenzione ai risultati". Patrizia Bonometti di Tenaris afferma: "noi come azienda avevamo bisogno di questa normativa per discutere e partire".

 

"La Normativa sullo smart working‬ stabilisce che l'istituto assicurativo deve essere informato del patto fra azienda e dipendente: quest'ultimo sarà tutelato da copertura assicurativa nei limiti della ragionevolezza". Maurizio Del Conte precisa anche che: "Gli incentivi fiscali si applicano al lavoro agile poiché è una modalità di produttività". Alla domanda: " e il pubblico impiego?", il Professor Del Conte afferma che il Governo tende ad estendere il patto a chi lavora nel pubblico.

 

Maurizio Del Conte spiega la Normativa sullo smart working: "La normativa prevede una reperibilità entro i limiti concordati con l'azienda, prevede l'utilizzo delle nuove tecnologie e non limita quote orarie e spazi (consente lo svolgimento in luoghi anche diversi dalla casa) evitando l'isolamento ed incrementando l'integrazione e i rapporti con altre persone. Quindi la normativa non costruisce dei modelli organizzativi". Del Conte, Consulente giuridico di Palazzo Chigi, precisa inoltre che: "il patto di lavoro agile è attivabile e disattivabile in base al rapporto fra azienda-lavoratore ovvero se lo smart worker recede dal patto, l'inquadramento ritorna essere quello precedente. Inoltre la normativa chiarisce il rapporto di fiducia fra l'impresa ed il lavoratore agile in materia di trattamento dei dati aziendali, sicurezza sul lavoro, etc".

 

Andrea Orlandini, vice presidente AIDP: "lo ‎smart working‬ è una vera opportunità per incrementare la Produttività delle Aziende e migliorare la qualità della vita dei Lavoratori (‎work life balance‬). Maurizio Del Conte, consulente giuridico di Palazzo Chigi, aggiunge: "il Disegno di Legge depositato ha una connessione logica rispetto al lavoro di riforma fatto fino ad ora, esso si adegua alle esigenze di Imprese e Lavoratori. Non si tratta di un nuovo contratto e non vuole normare il lavoro dipendente o autonomo, ma punta a valorizzare (attraverso normative) la formazione professionale dei lavoratori (che sempre più chiedono un bilanciamento fra vita e lavoro) dando contestualmente alle Imprese Italiane la possibilità di trovare risorse per nuovi progetti, investimenti, posti di lavoro".

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