Lavoro Agile ed Unione Europea

Il Lavoro agile è imprescindibile per ottenere maggiore conciliazione e produttività: lo dice anche l’Unione Europea


smart working unione europea

Con la risoluzione del 13 settembre 2016, inerente la creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all’equilibrio tra vita privata e vita professionale, il Parlamento Europeo ha voluto evidenziare l’importante ruolo della conciliazione vita-lavoro per l’Unione Europea.

 

Partendo dai dati Eurostat che evidenziano la diminuzione del tasso di natalità registrata nei paesi UE nel corso degli ultimi decenni e dalle conseguenti sfide demografiche senza precedenti alle quali è necessario far fronte, il Parlamento Europeo ha voluto sottolineare l’importanza dello sviluppo di politiche a favore della famiglia, quali strumento necessario per poter innescare tendenze demografiche positive (ne abbiamo parlato qui qualche giorno fa). Riconoscendo di fatto che:

 

“politiche di conciliazione ben progettate e attuate (tenendo conto delle diverse esigenze lungo il ciclo di vita) devono essere considerate come un miglioramento essenziale dell'ambiente di lavoro, in grado di creare buone condizioni lavorative e benessere a livello sociale e professionale; che, nel contempo, un buon equilibrio tra vita professionale e vita privata favorisce la crescita economica, la competitività, la partecipazione complessiva al mercato del lavoro, la parità di genere, la riduzione del rischio di povertà e la solidarietà tra le generazioni, risponde alle sfide dell'invecchiamento della società e influenza positivamente i tassi di natalità nell'UE” .

 

Ma il passaggio più importante della risoluzione lo troviamo nei Principi generali
dove al punto 2 viene sottolineato come:

 

"la conciliazione vita professionale, privata e familiare debba essere garantita come diritto fondamentale di tutti, nello spirito della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, con misure che siano disponibili ad ogni individuo."

 

Il Parlamento Europeo prosegue poi chiedendo che tale diritto rappresenti un obiettivo fondamentale dei sistemi sociali invitando, sia l’UE che i singoli stati membri, a promuovere modelli di Welfare aziendale (sia nel settore pubblico, che in quello privato) che possano concretamente realizzare la conciliazione vita-lavoro.

Importante sottolineare come nella risoluzione venga evidenziata la necessità di eliminare (non diminuire) le disuguaglianze di genere, attraverso la promozione di un’equa condivisione tra donne e uomini delle responsabilità, dei costi e della cura dei figli e delle persone a carico, garantendo, tra l'altro, un accesso universale a servizi di interesse generale.

 

Per realizzare un quadro normativo chiaro e ambizioso sui congedi per motivi familiari, che possa indirizzare i singoli stati membri a stabilire regole chiare che tutelino il diritto alla conciliazione della vita lavorativa con la vita familiare, il Parlamento chiede espressamente alla Commissione Europea di:

 

“avanzare una proposta ambiziosa corredata da norme di alto livello, collaborando strettamente con le parti sociali e consultando la società civile, che garantisca diverse tipologie di congedo rispondendo alle varie fasi di vita e un sostegno economico che consenta anche ai lavoratori a basso reddito di beneficiare delle misure di congedo in condizioni di parità rispetto agli altri lavoratori”.

Facendo poi espressa richiesta alla Commissione (punto 33) dell’elaborazione di una direttiva che preveda un congedo di paternità obbligatorio della durata minima di due settimane e interamente retribuito.

 

Con visione attenta e lungimirante il Parlamento ha poi voluto sottolineare (punto 47) che, alla luce delle differenze nella situazione personale e familiare di ciascun lavoratore, i dipendenti dovrebbero disporre della possibilità di avvalersi di un’organizzazione flessibile dell’orario di lavoro in modo da adattarlo alle specifiche fasi di vita, dando la possibilità ai datori di lavori e ai dipendenti di poter liberamente concordare l’organizzazione del lavoro più appropriata.

 

 

Tra gli strumenti individuati dal Parlamento Europeo per la realizzazione di una maggiore conciliazione tra la vita lavorativa e la vita familiare vi è il Lavoro agile.

Nella risoluzione il Parlamento Europeo ne auspica le diffusione, come nuova modalità di organizzazione del lavoro, e sollecita i singoli Stati membri a prevedere una regolamentazione che scongiuri il rischio di un onere supplementare per i lavoratori, prevedendo il rispetto del limite massimo di ore di lavoro giornalieri e settimanali previsto dalle legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

 

Dunque il Parlamento Europeo con la presente risoluzione non solo chiede alla Commissione di rilanciare la direttiva sui congedi di maternità, di rivedere la durata dei congedi parentali e di introdurre congedi di paternità di due settimane retribuite, ma evidenzia una posizione chiara rispetto a due aspetti:

  • il profilo giuridico della conciliazione vita-lavoro 
  • il riconoscimento dell’importanza del Welfare aziendale e del Lavoro agile, come strumenti che possono aiutare a realizzare una maggiore conciliazione tra la vita privata e la vita professionale.

 

In merito al Welfare Aziendale possiamo affermare che il nostro Legislatore si è mosso per tempo con visione strategica, sollecitata anche dalla spinta del mercato, rendendolo (con l’ultima Legge di stabilità) a tutti gli effetti elemento retributivo vero e proprio che può realizzare il trade-off tra benessere in azienda e produttività. La criticità nel nostro sistema produttivo, da questo punto di vista, può essere rappresentata dalla diffusione di tale pratica all’interno delle PMI; ma gli accordi interconfederali sottoscritti in estate (non solo da Confindustria) dimostrano quanto le parti sociali siano sensibili al tema e queste potrebbe divenire un importante canale di diffusione all’interno delle aziende di dimensioni più contenute che formano la spina dorsale del nostro sistema produttivo.

 

Sul Lavoro agile a livello normativo siamo ancora in fase work in progress, poiché il Ddl Lavoro agile è al Senato e il suo iter parlamentare dovrebbe concludersi entro fine anno. Si può comunque affermare che anche in questo caso l’Italia si trova abbastanza allineata con quanto enunciato nella risoluzione del Parlamento Europeo, dimostrando che anche nel nostro paese l’interesse verso questa nuova modalità di organizzazione del lavoro sia di forte interesse per le aziende, che in molti casi (anche in questo caso) hanno anticipato il Legislatore attuando delle sperimentazioni. 

 

In conclusione si può affermare che siamo totalmente d’accordo con la posizione assunta dal Parlamento Europeo e auspichiamo che la Commissione Europea si attivi nell’approvazione di una direttiva che dia effetto a tutto quanto suddetto, poiché oltre alla norma (importantissima) servirà il tempo per promuovere una maggiore sensibilizzazione e formazione su questi temi e un accompagnamento delle aziende e delle OO.SS. all’implementazione di questi nuovi strumenti, per poter raggiungere l’obiettivo ambizioso dell’Unione Europea: riconoscere e rispettare il diritto alla conciliazione vita-lavoro.

 

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Commenti: 1
  • #1

    Annick Mollard (mercoledì, 05 ottobre 2016 18:56)

    Durante il Coordinamento Regionale dei Comitati Feminile Camera di Commercio Lombarde, abbiamo avuto un incontro su questo argomento e non solo, con deputato europeo, e un funzionario di Union Camera con sede a Bruxelles. Report a voce a Stefania.