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Smart Working e Banco Popolare

La Sperimentazione dello Smart Working in Banco Popolare


smart working banco popolare

Lo Smart Working, nonostante non abbia ancora una cornice normativa definita, continua la sua marcia inarrestabile di diffusione come nuova modalità di lavoro. Nella maggior parte dei casi perché è apprezzato sia dal management che dai dipendenti, poiché consente di raggiungere una molteplicità di risultati: miglioramento del benessere aziendale, maggiore conciliazione vita-lavoro e aumento della produttività in primis.

 

Il processo che porta all’implementazione di una nuova organizzazione del lavoro (in termini di tempi e spazi di esecuzione della prestazione lavorativa) non è assolutamente scontato ed è importante fin dal primissimo approccio avere ben chiaro come siano necessarie competenze e strumenti specifici per arrivare ad ottenere il successo sperato.

Per rendere tangibile quanto appena sostenuto vogliamo raccontarvi l’esperienza di Banco Popolare che abbiamo avuto il piacere di supportare nell’implementazione dello Smart Working.

 

Il Profilo

Banco Popolare è uno tra i principali gruppi bancari in Italia, con oltre 17.000 dipendenti e 1.800 filiali sul territorio. Nel gennaio 2015, nell’ambito della Direzione Risorse Umane, è stato creato l’ufficio Pari Opportunità e Work Life Balance. Responsabile di quest’ultimo è la Dr.ssa Barbara Marin che ha seguito in prima persona lo sviluppo dello Smart Working.

 

Da dove nasce l’interesse per lo Smart Working

Le trasformazioni sociali ed economiche - quali il rovesciamento della piramide demografica, l’incertezza del posto di lavoro, la maggiore instabilità dei nuclei familiari e la continua riduzione della spesa pubblica in termini di welfare - hanno determinato la crisi dei modelli di protezione sociale. La retribuzione del lavoro sta parallelamente cambiando pelle e vicino al salario monetario sta crescendo il “salario sociale” che comprende anche fattori intangibili che aiutano a migliorare il benessere delle persone. Le aziende possono in questo modo contribuire a fronteggiare i nuovi e i vecchi bisogni sociali remunerando i dipendenti con una serie di servizi alla persona, servizi di assistenza per i propri famigliari e iniziative per migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro.

 

La consapevolezza di tutte queste ragioni ha portato Banco Popolare a fare una scelta strategica ed innovativa,  quella di sviluppare il mondo welfare, realizzando attività a favore del benessere dei dipendenti, secondo un concetto di evoluzione di welfare:  Welfare 2.0.

Un’importante iniziativa in tal senso è stata la realizzazione di un progetto di Smart Working: un nuovo modello organizzativo del lavoro slegato dalla presenza fisica in ufficio, che si basa su concetti di autonomia, fiducia, responsabilizzazione e che crea evidenti vantaggi per le persone, per l’azienda e per l’ambiente.

Nel realizzare questo progetto Banco Popolare ha scelto anche di aderire alla Smart Companies, la rete di aziende bergamasche che per la prima volta in Italia ha avviato una sperimentazione condivisa dello Smart Working.

Dunque vi è già un primo elemento che possiamo sottolineare: la predisposizione del top management all’innovazione. Sicuramente va evidenziata da questo punto di vista la lungimiranza del gruppo rispetto ad un tema che, ripetiamo, non aveva (e non ha ancora) un testo normativo di riferimento e che in un settore come quello bancario non è di semplice realizzazione (si pensi a mero titolo di esempio alla tutela dei dati sensibili dei clienti).

  

Barbara Marin da questo punto di vista ha affermato:  “Lo Smart Working permette concretamente di  migliorare la qualità della vita sotto vari punti di vista: più tempo per sé e la propria famiglia, per i propri hobbies, riduzione dei costi di mobilità, diminuzione dello stress e della stanchezza, risparmio economico, ambiente di lavoro più comodo, maggiore concentrazione, possibilità di cura dell’alimentazione. Le persone fanno il successo di un’azienda e le persone che stanno bene in azienda sono anche più motivate e spesso più produttive.  Far percepire alle persone che l’attenzione verso di loro è sempre viva è il modo migliore per valorizzarne il potenziale e per aumentare l’engagement. In ultimo, ma non per importanza, si riduce l’impatto ambientale derivante dagli spostamenti casa-lavoro.”

 

 

Il processo di implementazione dello Smart Working

Come anticipato in apertura, lo sviluppo dello Smart Working non può essere improvvisato, perché i rischi di ottenere effetti contrari a quelli attesi non sono da sottovalutare. Questo perché introdurre lo Smart Working in azienda vuol dire adottare nuove modalità di organizzazione dei tempi e degli spazi di lavoro. Basti pensare ad un manager, o a un responsabile di un gruppo di lavoro, abituato a interfacciarsi direttamente con i suoi collaboratori ogni giorno in azienda. Allo stesso modo si pensi ad un dipendente che ha nel suo modus operandi il vivere l’ufficio come unico luogo di lavoro. Si capisce bene come sia necessario un processo di accompagnamento, serio e strutturato, sia per i manager, sia per i futuri smart worker affinché possano comprendere bene le opportunità e i rischi dello Smart Working e come gestirlo al meglio.

In Banco Popolare, consapevoli di questa necessità, sono stati utilizzati in particolare due strumenti creati ad hoc da Variazioni proprio per questo:

 

  • Smart Working Training
  • Smart Working Impact

 

Smart Working Training è uno strumento utile per affrontare al meglio l’esperienza dello Smart Working promuovendo la consapevolezza nei confronti dei manager e degli smart worker. Lo abbiamo voluto definire come un abilitatore delle soft skill coerenti con la sperimentazione dello Smart Working in azienda e con l’introduzione di novità organizzative. Chiaramente i vari interventi formativi sono progettati in maniera diversa in relazione ai ruoli o ai comparti aziendali: percorsi differenziati sono stati infatti implementati per i diversi target degli smart worker ovvero per le persone direttamente interessate alla sperimentazione di nuovi tempi e luoghi di lavoro così come per i manager degli smart worker, chiamati a mettere in campo nuovi stili di leadership capaci di attivare le leve motivazionali dei colleghi, gli skill necessari alla cooperazione a distanza, un atteggiamento volto agli obiettivi più che agli adempimenti, la capacità di indurre ad una adozione corretta delle tecnologie oltre che una padronanza degli strumenti di valutazione delle performance.

 

In Banco Popolare lo Smart Working Training è stato un tassello molto importante per il successo del progetto, tanto da inserirlo come step fondamentale per la partecipazione alla sperimentazione stessa. Sono state realizzate giornate di formazione in aula per gli smart worker e per i loro Manager che hanno permesso di far conoscere le nuove logiche di lavoro smart, di approfondire le modalità di utilizzo degli strumenti da remoto ed di apprendere tutti gli aspetti fondamentali in materia di sicurezza.

  

In particolare la formazione per i Manager ha riguardato la riorganizzazione delle attività per obiettivi e gli importanti temi della fiducia e della delega.

Gli smart workers hanno invece lavorato sull’autonomia e sul senso di responsabilità per il raggiungimento dei risultati.

“La cultura - valori aziendali, comunicazione, informazione e soprattutto formazione - pone le basi per un cambiamento organizzativo di lungo periodo, tanto più quando viene ridisegnato un nuovo modo di lavorare che rompe i paradigmi tradizionali della gerarchia e del controllo legato alla presenza costante della persona in ufficio.”    ha affermato Barbara Marin.

 

Un volta avviata la sperimentazione, per poterne valutare gli impatti è stata poi utilizzata la Smart Working Impact, survey che fornisce all’azienda feedback e kpi quantitativi:

  • sul tempo risparmiato in viaggi
  • sulle modalità di utilizzo del tempo risparmiato
  • sul risparmio di denaro
  • sul livello di soddisfazione personale e professionale (rapporto coi colleghi e rapporto lavoratore/manager) sia da parte dei manager che degli smart worker
  • sul raggiungimento degli obiettivi e l’incremento o diminuzione della produttività.

Si comprende bene che alla luce di tutte queste indicazioni la Smart Working Impact sia uno strumento molto richiesto dalle aziende perché consente di realizzare un’analisi costi-benefici chiara.

 

Riportiamo di seguito alcuni tra i dati più interessanti emersi dalla Smart Working Impact somministrata in Banco Popolare in un anno di sperimentazione. I dati sono espressi come dati medi per ogni smart worker:

  • ha lavorato il 30% delle giornate lavorative in Smart Working,
  • non ha percorso 5280 km per recarsi in ufficio (pari a A/R Milano–Tel Aviv)
  • ha risparmiato in solo carburante 564 euro (media 15km/l, costo carburante  1,60 euro),
  • ha evitato emissioni di CO2 pari alla piantumazione di 66 alberi,
  • ha guadagnato in termini di tempo 18 giornate lavorative.

Il monitoraggio della sperimentazione ha evidenziato ottimi risultati anche in termini di soddisfazione ed efficienza lavorativa sia da parte degli smart worker che dei loro manager. Le uniche criticità riscontrate  riguardano difficoltà nel realizzare il cambiamento di organizzazione del lavoro per obiettivi e soprattutto nell’applicare il nuovo modello di leadership da parte di alcuni manager.

 

Barbara Marin ha così commentato i risultati:  “La sperimentazione ha ampiamente evidenziato la bontà del modello Smart Working  nel Banco Popolare, ci ha permesso di acquisire il know-how necessario e di mappare le attività compatibili con il lavoro da remoto. Il nostro obiettivo futuro è quello di far diventare lo Smart Working uno strumento gestionale a disposizione di tutte le persone.”

 

Le peculiarità dell’esperienza di Banco Popolare

 Lo Smart Working promosso da Banco Popolare prevede:

  • la possibilità, per massimo due giorni alla settimana, di lavorare al di fuori dell’abituale sede di assegnazione scegliendo la propria abitazione o una filiale vicina (cosiddetta  sede di co-working)
  • l’utilizzo di strumenti telematici per lo svolgimento dell’attività lavorativa -  pc portatile, connect card, telefono cellulare - forniti dall’azienda
  • una formazione dedicata sia agli smart worker che ai loro manager

Pur trattandosi di una sperimentazione l’eco della nuova modalità di lavoro smart in azienda è stata notevole. La soddisfazione e l’entusiasmo delle persone coinvolte, nonché l’ottima disponibilità dei manager ad appoggiare il progetto, hanno fatto da cassa di risonanza sul resto dei dipendenti.

 

In conclusione si può affermare che l’auspicio è che l’esperienza di Banco Popolare aiuti a evidenziare come sia importante e soprattutto possibile introdurre in azienda nuove modalità di organizzazione del lavoro (come lo Smart Working), mai implementate in precedenza, in un momento storico dove le nuove tecnologie possono aiutare a realizzare il trade-off tra benessere aziendale e produttività. E tutto ciò sarà maggiormente possibile quanto l’iter parlamentare del Ddl Lavoro agile sarà concluso e finalmente lo Smart Working otterrà la sua cornice normativa.

Ma l’esperienza di Banco Popolare dimostra come il presupposto affinché tutto ciò possa realizzarsi in azienda sia da un lato la presenza di una cultura imprenditoriale votata all’innovazione; dall’altro un supporto tecnico che garantisca competenze e strumenti che possano portare a risultati importanti per l’azienda e per i dipendenti.

 

 

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