Variazioni srl e Smart Working: un binomio vincente anche in Europa

Il 28 settembre a Varsavia si è svolto un workshop sullo Smart Working promosso da Mikomax Smart Office in collaborazione con Variazioni srl (in veste di facilitatore del progetto) e Wiewirsóki Law Firm. Le aziende che hanno preso parte all’incontro sono IBM, GSK (GlaxoSmithKline), Luxoft, Roche e Transition Technologies. Fanno tutte parte del network ABSL (Association of Business Service Leaders in Poland):
organizzazione che rappresenta il settore dei servizi alle imprese in Polonia.

 

L’obiettivo della giornata era quello di sviluppare una riflessione e un confronto tra i partecipanti su come sia possibile implementare lo Smart Working in Polonia, capire i vantaggi di questa nuova modalità di lavoro e le molteplici opportunità che possono derivare dal suo sviluppo in maniera condivisa da parte di una rete di aziende.

 

Prima dell’inizio dell’evento tutte le aziende partecipanti hanno compilato la nostra Smart Working Index, strumento utile per ottenere un’indicazione rispetto a quanto l’azienda sia pronta per implementare lo Smart Working.

 

Variazioni srl ha aperto i lavori della mattina proponendo una fotografia della situazione demografica, sociale ed economica che caratterizza oggi l’Italia e l’Europa, partendo dalla definizione di welfare state e dalla sua crisi odierna, per arrivare all’importanza che sempre più ricopre il secondo welfare, con un focus sul ruolo che le aziende possono assumere in questa nuova partita. Lo step successivo è stato quello di presentare la normativa italiana  utilizzata ad oggi per promuovere lo Smart Working, evidenziando come pur in assenza di una disciplina vera e propria le aziende ormai da diversi anni implementino questa nuova modalità di lavoro. Infine è stato sviluppato un affondo sui contenuti del DDL Lavoro Agile e sulla risoluzione del Parlamento Europeo del 13 settembre 2016 dove si parla di diritto alla conciliazione vita-lavoro e si individua nello Smart Working uno degli strumenti con i quali poter garantire questo importante diritto (ve ne abbiamo parlato qui). In seguito le nostre professioniste, passando dagli aspetti normativi a quelli organizzativi, hanno dapprima sviluppato un focus su cosa sia per Variazioni srl lo Smart Working presentando il metodo C.O.R.E., successivamente hanno condiviso con i partecipanti i risultati della sperimentazione semestrale della Smart Companies come benchmark di riferimento per far capire il valore aggiunto che può generare la condivisione in rete di policy e know-how tra le aziende.

 

Nel pomeriggio, dopo una riflessione sviluppata da Zuzanna Mikołajczyk (Direttore Commerciale e Marketing di Mikomax Smart Office) sui millennials e sull’importanza dell’employer branding,  si è ragionato sul processo di implementazione dello Smart Working in azienda tramite il metodo Variazioni: utilizzando poster guida e adesivi identificativi dei vincoli relativi alle quattro aree del sistema C.O.R.E. (Culturale, Organizzativo, Regolativo, Economico) le aziende hanno potuto confrontarsi e riflettere su come organizzare i vari step per realizzare al meglio l’implementazione dello Smart Working.

 

Come ha affermato la nostra Arianna Visentini: "il work-shop è stata un'importante occasione di confronto tra il contesto polacco e quello italiano che non sono risultati così distanti. In generale le aziende europee necessitano di quadri regolatori chiari e semplici che consentano loro di sperimentare e mettere a sistema soluzioni di innovazione organizzativa senza che questa comporti una riduzione della sicurezza. Necessitano però anche di strumenti affidabili e di essere guidate per rendere i processi di cambiamento efficaci e soddisfacenti per azienda e collaboratori.

 

 

La richiesta di implementazione di un nuovo modello di lavoro deriva anche dai cambiamenti tecnologici, il che significa che molti compiti possono essere eseguiti al di fuori delle aziende. Ma sviluppare lo Smart Working significa anche dotarsi di strumenti di gestione del team di lavoro che scatenino la creatività e il potenziale dei colleghi. Inoltre, affinché tutto ciò abbia successo, è necessario sviluppare una cultura organizzativa adeguata, che fornisca ai dipendenti la libertà di scelta. Possiamo affermare che si tratta di una filosofia di gestione i cui risultati sono misurabili e che può portare i dipendenti a lavorare in uno luogo diverso dalla scrivania aziendale, ideale per soddisfare le loro esigenze” ha commentato Zuzanna Mikołajczyk.

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Commenti: 1
  • #1

    Carlo Mantia (martedì, 14 marzo 2017 11:13)

    Buongiorno.
    Mi pare che il buonismo dello smrt working nasconda in realtà la volontà di scollare il dipendente dal luogo aziendale in ottica di futura eliminazione del dipendente stesso.