Smart WORKING, cosa significa realmente?

Smart WORKING. Tutti ne parlano, ma cosa significa realmente? Qui troverete le risposte alle vostre domande: cosa è, i riferimenti legislativi, come funziona, gli strumenti e molto altro ancora! E’ tutta un’innovazione da scoprire!

Molti credono che Smart WORKING voglia dire adeguamento della strumentazione, ammodernamento dei layout, allestimento di postazioni home working o introduzione di un nuovo regolamento. Fare Smart WORKING non è solo questo. Significa affrontare un processo di innovazione organizzativa molto più complesso.

 

Arianna Visentini, presidente e socia fondatrice di Variazioni, illustra lo Smart WORKING nel dettaglio in un articolo per Persone&Conoscenze, la voce della direzione del personale, la più grande rivista in Italia per tutti coloro che sono tenuti ad occuparsi della gestione di gruppi di persone (dal direttore generale al responsabile di funzioni).

 

Di seguito, alcuni contenuti in pillole:

Smart WORKING: cosa è?

Non esiste ancora in termini legislativi alcuna chiara definizione di Smart WORKING. Poche norme ne parlano riferendosi, però, per lo più ad una prassi organizzativa.

 

I riferimenti legislativi

In Italia si parla di Smart WORKING da qualche anno e in particolare dal 2014, anno in cui è stato depositato il disegno di legge sulle “forme flessibili e semplificate di telelavoro (smart working)”.

 

Come funziona?

Il collaboratore/lavoratore può scegliere, entro un maggiore spazio di libertà, il luogo e il momento più adatto per lo svolgimento della propria prestazione di lavoro.

 

Project Management e Metodo C.O.R.E.™ :

Il C.O.R.E.™ Management può risultare uno strumento adeguato di analisi e di azione, intervenendo nelle aree Culturale, Organizzativa, Regolativa ed Economica.

 

E gli strumenti?

Variazioni suggerisce sei strumenti che corrispondono a sei diversi passaggi dell’implementazione dello Smart WORKING: Smart Index e Smart Readiness per misurare quando la tua azienda è pronta; Smart Project e Smart Workshop per definire la policy e portare a bordo le funzioni chiave; Smart Training e Smart Impact per fornire le persone alle competenze smart e misurare gli impatti della nuova modalità di lavoro per decidere se e come proseguire.

 

Be happy, be smart

Smart non è solo tecnologia, smart non è solo lavoro da casa, smart non è solo cambiare l’orario di lavoro, smart non è una scrivania condivisa, ma è un nuovo spazio di libertà e di condivisione di obiettivi che le persone scelgono consapevolmente di condividere per migliorare la propria soddisfazione, individuandone di comune accordo le regole e gli strumenti. 

 

Queste sono alcune delle parole chiave, dei concetti importanti e delle indicazioni utili per intraprendere la strada dello smart working.

A fine pagina il pezzo, “Libertà, condivisione e soddisfazione. Perché è ora di fare Smart WORKING molto più approfondito, che vi consigliamo di leggere e che è stato pubblicato su Persone&Conoscenze di novembre/dicembre 2016 (n.117, p. 62).

 


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Libertà, condivisione e soddisfazione Perché è ora di fare Smart working by Arianna Visentini
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