Lo Smart Working è la vera rivoluzione del lavoro

Un'analisi della partecipazione di Variazioni a “Il Tempo delle Donne”

Domenica scorsa ha avuto luogo la prima tappa di questa stagione dello Smart Working Tour by Variazioni alla Triennale di Milano, in occasione della manifestazione Il Tempo delle Donne.

Ma perché parlarne in questo contesto, lo Smart Working può essere considerato Tempo delle Donne? L’incontro si apre con questa provocazione di Rita Querzè.

 

"Certamente sì. Ma solo se sapremo considerarlo anche Tempo per la produttività, per l'efficienza organizzativa, per l’impresa. E naturalmente anche per gli uomini". Risponde Arianna Visentini, che prosegue affermando che "lo Smart Working, a differenza del telelavoro e del part-time, è una soluzione organizzativa rivoluzionaria e non è solo una semplice risposta alle esigenze di conciliazione vita-lavoro sfruttata da persone sulle quali le aziende da sempre, sbagliando, hanno disinvestito".

 

Ma voi sapete cos'è lo Smart Working o, per usare il termine italiano, il lavoro agile?

Lo Smart Working è strumento utile per organizzare il tempo e per gestire questa risorsa, la più limitata, al meglio. Ciascuno come crede.

“Quindi”, incalza Rita Querzé, “non ci troveremo a lavorare tutti all’ombra di una quercia o con vista mare?”.

Risponde Arianna Visentini: “A dire la verità non è detto che interessi neppure a chi deve portare a termine il proprio lavoro. Il principio è quello dell’Activity Based Working. Si lavora nel luogo e nell’orario più funzionale al raggiungimento degli obiettivi ed è difficile che una spiaggia lo possa essere tutti i giorni. Questo non significa, però, che non possa capitare che ci troviamo al parco per finire una relazione o per rispondere alle esigenze di un cliente. Perché quindi precluderci questa possibilità. Quindi, in fondo, perché no?”

 

“In conclusione affrontare l’introduzione dello Smart Working e il suo utilizzo è una questione tanto interessante quanto complessa da governare e gestire: i rischi esistono, così come ne esistono nella vita d’ufficio, ma possiamo - e dobbiamo - saperli tradurre in opportunità”.

 

È Rita Querzé a concludere: “Insomma, una grande occasione per utilizzare lo Smart Working come acceleratore del cambiamento e fattore abilitante di progetti di miglioramento organizzativo che riguardano la nostra vita lavorativa, quella personale, ma anche quella delle comunità in cui viviamo - In fondo la domanda è sempre la stessa: perché no?

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