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La strada verso lo smart working, un lungo cammino sempre piu’ ricco di esperienze

La strada per la diffusione dello Smart Working e per la sua adozione a livello sistematico è ancora lunga.


Ma le testimonianze del fatto che sia un acceleratore di processi di innovazione organizzativa e che valga la pena sperimentarlo, sono sempre più numerose.

Questa volta l’ha voluto raccontare il Corriere della Sera nel suo settimanale Buone Notizie in un’inchiesta sullo Smart Working che ha valorizzato, tra gli altri, dati e informazioni raccolti da Variazioni attraverso Smart Index e Smart Impact, risultato del lavoro di anni di ascolto e lavoro sul campo:

 

“Per il 95 per cento dei manager intervistati dalla società di consulenze mantovana Variazioni, in un recente sondaggio che ha coinvolto 850 impiegati smart, in media, il risparmio è stimato in 40 ore di tempo libero in più all’anno, e 135 kg di Co2 in meno emessi nell’ambiente, recandosi in ufficio un giorno in meno a settimana.

Per le aziende invece la buona notizia (interessata, ma buona) si misura in denaro – 15 euro al giorno in meno a dipendente tra buoni pasto, indennità di trasferta, spese fisse – e in spazio: nel campione esaminato, le superfici occupate in ufficio sono passate in media da 23 a 17 metri quadri a dipendente. Il problema è che non basta. Dalla stessa indagine, emerge che le aziende si sentono «poco pronte da un punto di vista culturale» a introdurre un’organizzazione smart del lavoro, con differenze di pochi punti tra Nord e Sud”. 

 

In qualità di testimoni sul tema sono state inoltre interpellate Golder Associates S.A.SEA Milan Airports che hanno raccontato il cammino intrapreso, anche grazie al supporto di Variazioni.

 

Siamo fieri di essere partner di realtà così illuminate e orientate al cambiamento!


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